Le sepolture dei Rasenna( di Raffaella Betti)

Conoscere un popolo attaverso le sue necropoli.

– Raffaella Betti –

Aker Tavarsio donò (la stele) come ufficio funebre. (A. T. il) nipote di Hylaios/Silvio, defunto, vissuto per quarantacinque anni al servizio del dio Efesto. B: A Hylaios di Focea servitore di Efesto Tiberino a Roma, scomparso ad anni quarantacinque nel settimo anno che risiedeva a Focea.

Le sepolture dei Rasenna

 

Le tombe etrusche

“..erano scavate nella roccia, quando questa lo permetteva, od erano costruite in pietra, tufo o nenfro(*), in superficie, a forma di tumulo. Mentre i Romani costruivano i monumenti funerari fuori terra e ben visibili, normalmente lungo le vie consolari, gli Etruschi, come la maggior parte dei popoli antichi, cercavano in ogni modo di nascondere le loro necropoli. Se costruita in superficie, la tomba era ricoperta da un tumulo di terra che ne nascondeva la presenza. Altro fatto che avvicina l’aspetto delle tombe etrusche a quelle di altri popoli, specie degli Egizi, era che queste prendevano forma ed aspetto delle case dei vivi, qualche volta perfino venivano scavate a forma di tempio, come le tombe rupestri di Norchia, a significare, molto probabilmente, che questa era la sepoltura di un personaggio di casta sacerdotale e dei suoi familiari.

Una curiosità molto diffusa nelle necropoli è l’urna cineraria di terracotta riproducente, con molto verismo, la capanna costruita con pali di legno e il tetto di paglia.
L’interno delle tombe varia moltissimo a seconda del gusto e delle possibilità economiche del proprietario. Le più semplici sono formate da una o due camere comunicanti, i letti funebri addossati alle pareti e scavati nel masso senza sculture né soffitti dipinti riproducenti le travature delle case. Nelle più ricche si riproduce, invece, l’appartamento del vivo sino ai più minuti particolari. Porte con cornici, finestre, mobili e suppellettili, tutto riprodotto alla perfezione nella roccia scavata. Le porte sono con gli stipiti obliqui, più strette in alto. Nelle pareti che dividono le celle, sono aperte le finestre che permettono la vista della stanza vicina. Tutto intorno, sgabelli, banchi, poltrone dal ritto schienale, con l’appoggia piedi di fronte, letti con le gambe ben tornite, armi appese, gli arnesi più vari usati dal defunto, tutto contribuisce a rendere l’aspetto della casa del defunto una cosa viva e palpitante.
L’accesso alla tomba è spesso costituito da una lunga scalinata scavata nel tufo (dromos) chiusa e sigillata da una grande pietra monolitica o da un robusto muro formato da grandi pietre squadrate saldate con malta a calce…

Le decorazioni dipinte tendono a riprodurre le stesse decorazioni della casa del vivo. Il soffitto, tra trave e trave, è variamente dipinto con foglie, rami, uccelli o motivi ornamentali. Le pareti sono chiuse in alto da una lunga serie di strisce colorate con vivace ed indovinato accostamento di colori. Nei triangoli delle pareti formati dalla forma del tetto, leonesse, leopardi od altri animali si affrontano, separati da un cippo od ara.
Le pareti laterali, sono divise in pannelli e riproducono le scene più care vissute dal defunto mentre era in vita. Vediamo così il signore alla caccia, alla pesca, alla danza. Oppure, mollemente sdraiato sul letto, in compagnia della bellissima moglie, degli amici, dei familiari lo vediamo banchettare. Allegre decorazioni dipinte tendono a riprodurre le stesse decorazioni della casa del vivo. Il soffitto, tra trave e trave, è variamente dipinto con foglie, rami, uccelli o motivi ornamentali. Le pareti sono chiuse in alto da una lunga serie di strisce colorate con vivace ed indovinato accostamento di colori. Nei triangoli delle pareti formati dalla forma del tetto, leonesse, leopardi od altri animali si affrontano, separati da un cippo od ara.
Le pareti laterali, sono divise in pannelli e riproducono le scene più care vissute dal defunto mentre era in vita. Vediamo così il signore alla caccia, alla pesca, alla danza. Oppure, mollemente sdraiato sul letto, in compagnia della bellissima moglie, degli amici, dei familiari lo vediamo banchettare allegramente. I servi, variamente indaffarati, si affrettano a versare il vino entro grandi vasi, altri sono pronti a servire arrosti di cacciagione posti su larghi vassoi. I musici riempiono di gioiose melodie l’ambiente, le danzatrici dalle lunghe vesti fiorate, trasparenti, intrecciano con i danza tori, in gonnellino corto, le danze ed agitano graziosamente le lunghe mani affusolate. A rendere più vero e naturale l’ambiente, piccoli animali domestici passeggiano sotto i tavoli e nelle sale. Nulla vi è di funebre, la gioia di vivere pulsa ancora nelle carnagioni accese dei commensali…Tutto vive nella più pura naturalezza e nel realismo più pittoresco. La città dei morti come per incanto, si trasforma in una città dei vivi, i defunti assumono l’aspetto di persone reali, lo sfondo delle scene ed i paesaggi agresti non sono nature morte ma balzano all’occhio come scorci veri dell’ambiente Etrusco. I servi, variamente indaffarati, si affrettano a versare il vino entro grandi vasi, altri sono pronti a servire arrosti di cacciagione posti su larghi vassoi. I musici riempiono di gioiose melodie l’ambiente, le danzatrici dalle lunghe vesti fiorate, trasparenti, intrecciano con i danza tori, in gonnellino corto, le danze ed agitano graziosamente le lunghe mani affusolate. A rendere più vero e naturale l’ambiente, piccoli animali domestici passeggiano sotto i tavoli e nelle sale.
Nulla vi è di funebre, la gioia di vivere pulsa ancora nelle carnagioni accese dei commensali…
Tutto vive nella più pura naturalezza e nel realismo più pittoresco. La città dei morti come per incanto, si trasforma in una città dei vivi, i defunti assumono l’aspetto di persone reali, lo sfondo delle scene ed i paesaggi agresti non sono nature morte ma balzano all’occhio come
scorci veri dell’ambiente Etrusco.”

Così George Dennis, il grande archeologo inglese dell’800, descriveva le sepolture etrusche. In questo breve lavoro si vuole  fornire una panoramica, non esaustiva, delle tipologie di tombe che si rinvengono nelle necropoli etrusche. Per quanto riguarda la loro forma è stata operata una sintesi, non contemplando, quindi, le molteplici ed articolate differenze.

(*) nenfro = varietà di tufo grigio scuro compatto ma poco resistente tipico dell’Alto Lazio

 

 

 

 

Tombe a pozzetto (X- VI sec. a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Alla fine dell’età del bronzo le sepolture a incinerazione sostituiscono quelle preistoriche a inumazione, e le ceneri vengono collocate all’interno di pozzetti semplici rivestiti da ciotoli o lastre. Questo si presenta come un piccolo pozzo cilindrico o quadrangolare scavato nella terra o nella roccia tenera. La profondità, variabile a seconda della natura del terreno, può raggiungere anche i due metri e la larghezza metri 1,50. Nel fondo troviamo l’ossuario contenente gli avanzi combusti del corpo, attorno è collocato il corredo funebre costituito da vasi e da oggetti metallici soprattutto in bronzo.

L’ossuario può essere di varia forma: a capanna, a vaso biconico più o meno decorato e chiuso da un elmo (uomo) o da una ciotola (donna), o, più semplicemente, un vaso di terracotta posto all’interno di uno ancor più grande. Alcune volte l’urna cineraria viene custodita in un grande blocco di tufo esternamente di forma ovoidale, tagliato a metà ed all’interno appositamente vuotato. Questo genere di tombe è conosciuto con il nome di sepolture villanoviane perché caratteristiche della civiltà di Villanova (Bologna) e sono strettamente connesse con il rito della cremazione; iniziano nel X secolo a.C. e terminano ai primi del VI a.C. ed attestano l’antichità dello stanziamento umano nella zona dove queste si trovano.

 

 

 

 

 

Tombe a tumulo ( VIII-VI sec.a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Sono tombe a camera il cui nome deriva dal fatto di essere sormontate da un monticello di terra o di roccia che protegge l’ambiente sepolcrale e che, a distanza, le fa sembrare tante colline o come a Tarquinia, tanti «Monterozzi». La parte esterna, sulla quale si innalza il cono di terra, ricavata nella roccia o anche costruita con massi, si chiama usualmente « tamburo» e può anche essere ornato da modanature.

Secondo la grandezza il tumulo può contenere più tombe con più ambienti diversi. Questa tipologia di tombe appartiene al periodo iniziale della civiltà etrusca, ovvero alla fine dell’VIII-VI sec. a.C.  Tipici invece del tardo periodo orientalizzante sono i grandi tumuli con volta a falsa cupola ad anelli, impostata su pianta circolare e apparentemente sorretta da un pilastro centrale (tholos).

Tombe a fossa (VIII-VI sec.a. C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Nell’VIII secolo a.C., alle tombe a pozzetto di cremati, si aggiungono, e spesso le sostituiscono, quelle a fossa per inumati, scavate nel terreno a forma più o meno rettangolare. Quando la roccia era assente, attorno all’urna cineraria o al cadavere del defunto, venivano “costruite” le pareti con blocchi di vario genere e grandezza, scaglie di pietra, lastroni lirici o anche tegole. I vasi rituali e gli oggetti del corredo funebre venivano deposti sia all’interno che all’esterno della fossa. Secondo il rito di sepoltura, questa tipologia è possibile ritrovarla fino alla metà del VI sec. a.C.

 

Tombe a tholos ( VII  sec.a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

 

Si tratta di una derivazione dall’architettura micenea. Il tholos era una tomba dedicata alle sepolture regali; in essa appare uno dei primi esempi di cupola dell’antichità. Costruito tagliando una collina e disponendo grandi pietre in cerchi concentrici sovrapposti, fino a chiudere completamente la sommità dell’ambiente conico che ne deriva, il tholos viene successivamente ricoperto di terra, che ricostituisce la collina originaria. Un corridoio, lasciato libero fra due pareti di pietra, conduce all’accesso della tomba. All’interno in un piccolo ambiente scavato accanto al grande vano con la cupola, era collocato il sarcofago del re. Gli etruschi utilizzarono questo tipo tombale soprattutto nell’Etruria settentrionale e nel tardo periodo orientalizzante ( Vetulonia, Volterra)

Tombe a Cassone (VII-V sec.a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

 

Sono costituite da pesanti casse di tufo, nenfro o peperino che racchiudevano il corpo del defunto e deposte entro fosse scavate nel terreno. Il coperchio è a «schiena d’asino» o a doppio spiovente. Il cassone, oltre il cadavere, custodiva parte o tutti gli oggetti funebri. Altri oggetti potevano essere deposti ai lati del cassone o sopra di esso, particolarmente nell’estremità superiore, protette da improvvisati ripari di scaglie pietrose (VII-V sec. a.C.).

Tombe a camera (VII-IV sec.a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Le tombe a camera generalmente sono introdotte da un corridoio più o meno lungo e stretto (dromos) con pendenza variabile secondo il terreno, a cielo aperto o in cunicolo. Queste tombe sono ricavate sotto terra negli strati rocciosi (tufo, macco, nenfro, peperino ecc.).
La loro forma è molteplice; possono essere rettangolari, trapezoidali, quadrate, ed avere uno o più ambienti variamente collegati.

Attorno alle pareti, ci possono essere dei letti o delle banchine ricavati dalla roccia o anche costruiti, sui quali erano deposte le salme e la suppellettile funebre.
Le pareti, le porte, i soffitti, possono essere scolpiti in vario modo. Il soffitto, in particolare, poteva imitare la struttura in legno dell’abitazione reale, avere il trave centrale (columen) in rilievo con i relativi travicelli (cantherii) sugli spioventi.
Non mancano, specie per il periodo arcaico, colonne con capitelli, sedie, sgabelli, cornicioni, porte rilevate, finestrelle, scudi, letti e guanciali scolpiti e decorati. Talvolta, lungo le pareti, è possibile rinvenire anche delle nicchie per la deposizione di altri corpi.

Cosi come le sculture, anche le pitture possono ornare soffitto, pareti, porte e banchine di queste tombe che prevalgono, nella forma descritta, dal VII al IV sec. a.C.
Quando sono ricavate nei cigli delle rupi si dicono «rupestri ». 

Tombe a edicola (VI-V sec. a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

 

Tipiche del periodo che va dalla metà del VI fino alla metà del V sec. a.C., le tombe a edicola somigliano nella loro struttura esterna a una casa con tetto a doppio spiovente.

 

 

 

 

Tombe a dado (VI-II sec.a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Le tombe a “dado” sono sempre delle tombe a camera contenute, in questo caso, all’interno di un blocco di roccia scavato nel tufo o anche costruito.
Nel caso il monumento funebre è isolato sui quattro lati si ha la vera e propria tomba a dado, altrimenti si hanno forme intermedie:
a semidado quando il monumento è isolato solo su tre lati dalla parete rocciosa:
a falso dado quando la sola facciata è scolpita nella roccia ed ha qualche cenno dei lati
La facciata può avere una porta reale (periodo arcaico), oppure una finta posta in alto.
In questa tipologia di tombe si ricrea una abitazione normale, le modanature di vario tipo e diversa disposizione (becco di civetta, toro, fascione, campana) ornano la facciata o anche i lati del dado che hanno, spesso, piccole scale per accedere alla parte superiore del monumento (piattaforma).

Nelle tombe a dado ellenistiche la tomba vera e propria è situata sotto la facciata sulla esatta perpendicolare della finta porta. Tra la facciata e la camera sepolcrale vi può essere un ambiente più o meno grande (ambiente di sottofacciata). Sono caratteristiche delle necropoli rupestri.

Tombe a Colombario ( dal III sec.a.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Si tratta di camere più o meno grandi, talvolta comunicanti in serie, con ricavate nelle pareti numerose cellette quadrate di 20/30 cm di lato allineate orizzontalmente e verticalmente. In esse erano deposte; entro vasi, le ceneri dei defunti con un misero corredo funebre. Usate per lo più dalla povera gente sono tombe ascrivibili agli ultimi periodi della vita etrusca e al periodo romano (IlI sec. a.C. e seguenti).

Tombe Cappuccina ( dal III sec. a C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Vengono chiamate in questo modo per la forma che ricorda il cappuccio dei frati. Guardandole in sezione, infatti, mostrano una forma triangolare. La tomba è formata da tegoloni (tabellones) o anche da lastre di pietra, che sono poste ai lati del defunto e congiunti al vertice. Il tutto, poi, era ricoperto di terra. Il corredo funerario che è possibile rinvenire in queste tombe è dei più poveri che si conosca; qualche volta manca completamente.
Questo tipo di sepoltura, molto diffuso durante l’età imperiale, è proprio delle classi più povere. L’età giunge fino al Medioevo.

 

 

 

 

 

Tombe a pozzo (II-I sec. A.C.)

         

X sec.a.C.                             VIII sec.a.C.                            VI sec.a.C.                               IV sec.a.C.                                 II sec.a.C.                             0

Di epoca decisamente tarda (II-I sec. a. C.) questo genere di sepoltura si presenta come un pozzo che scende nel terreno fino a giungere talvolta a una decina di metri.
Al termine si aprono, una grande camera o vari cunicoli che introducono ad altrettanti ambienti ove sono deposti i defunti. La discesa avviene grazie a delle tacche (pedarole) ricavate nelle pareti del pozzo cilindrico o rettangolare.

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Una risposta a Le sepolture dei Rasenna( di Raffaella Betti)

  1. Malinda ha detto:

    “Le sepolture dei Rasenna( di Raffaella Betti) | arte e storia”
    was in fact a great posting. In case it had alot more photographs this
    would probably be quite possibly more beneficial. Cya -Israel

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